La nostra missione
A inizio anni 2000, AIDS, tubercolosi (TBC) e malaria sembravano impossibili da sconfiggere. Nel 2002, con un atto di straordinaria solidarietà e leadership globale, il mondo si è unito per creare il Global Fund e combattere quelle che allora erano le pandemie più letali per l’umanità.
Da allora, il partenariato del Global Fund ha investito oltre 73,7 miliardi di dollari salvando 72 milioni di vite e riducendo del 65% il tasso di mortalità combinato di queste tre malattie nei 125 Paesi in cui il Global Fund investe. Attraverso tali investimenti, il Global Fund ha contribuito anche a ridurre le diseguaglianze globali nelle condizioni di salute. In molti Paesi africani, l’aspettativa di vita è cresciuta di circa 15 anni – in gran parte grazie ai risultati ottenuti nella lotta contro HIV, TBC e malaria.
Come lavoriamo
Il Global Fund raccoglie e investe circa 4 miliardi di dollari all’anno per combattere le malattie infettive più letali e le ingiustizie che le alimentano nonché per rafforzare i sistemi sanitari dei Paesi più colpiti e con i livelli di reddito più bassi. Lavoriamo con leader mondiali, comunità, società civile, operatori sanitari e settore privato per trovare le soluzioni più efficaci e applicarle su larga scala affinché i progressi nella salute possano essere più rapidi ed equi.
Attraverso gli stanziamenti governativi, i Paesi assicurano già la copertura di oltre la metà dei costi per la lotta a HIV/AIDS, TBC e malaria. L’obiettivo è ridurre il carico di queste malattie al punto che i governi possano gestirle in modo autonomo, sostenibile e inclusivo. Per accedere alle risorse del Global Fund, i Paesi si impegnano ad aumentare la quota di investimenti nazionali, mentre il partenariato li sostiene in un percorso di transizione dal sostegno esterno che sia graduale e responsabile.
Per ottenere il maggiore impatto possibile sfidiamo le dinamiche di potere assicurando che le comunità colpite dalle tre malattie abbiano eguale voce nella lotta e pari opportunità di vivere in buona salute.
Capitalizziamo il nostro potere d’acquisto per ridurre in modo permanente il costo di farmaci e prodotti sanitari e renderli accessibili a chiunque ne abbia bisogno – ovunque. Reinvestiamo i risparmi così ottenuti per aumentare l’impatto dei programmi che finanziamo.
Uniamo le forze e collaboriamo con vari partner – da Gavi all’OMS, dalla Banca Mondiale all’Africa CDC – per creare sinergie e garantire che le risorse a disposizione concorrano ad assicurare a tutti un futuro più sano, più equo e più sicuro.
Come cambiamo per realizzare la nostra missione
I governi e i donatori privati che sostengono il Global Fund hanno mobilizzato 12,68 miliardi di dollari per il triennio 2026-2028. Questi investimenti segnano l’inizio di una nuova fase del nostro operato.
In un contesto di risorse limitate e continui cambiamenti nella salute globale, mai come ora le risorse del Global Fund sono dirette verso i Paesi che soffrono maggiormente per le tre malattie e con i livelli di reddito più bassi. Insieme ai Paesi stabiliamo le priorità di investimento e favoriamo l’integrazione dei servizi per HIV, TBC e malaria nei sistemi sanitari nonché di salute comunitaria. Promuovendo approcci differenziati al co-finanziamento e definendo delle chiare tempistiche di transizione supportiamo i Paesi in un percorso graduale e sostenibile verso l’autonomia nella gestione dei programmi e dei sistemi sanitari. Mettiamo a disposizione dei Paesi il nostro sistema centralizzato di procurement, grazie al quale contribuiamo all’introduzione su larga scala di innovazioni in grado di rivoluzionare la lotta alle tre malattie.
Rapporto annuale 2026: i nostri risultati
A fine 2025, le vite salvate dai programmi sostenuti dal partenariato del Global Fund sono state 72 milioni. Dal 2002, il nostro partenariato ha ridotto del 65% il tasso di mortalità dovuta ad AIDS, TBC e malaria. Nel solo 2025, la partnership del Global Fund ha garantito il trattamento per 23,9 milioni di persone sieropositive, 7,4 milioni di persone affette dalla TBC e 167 milioni di casi di malaria. Questi risultati straordinari dimostrano che i Paesi e le comunità, insieme ai loro partner, sono riusciti a reagire e adattarsi di fronte a pressioni straordinarie – tagli importanti ai finanziamenti internazionali per la salute, aumento di conflitti e crisi umanitarie. Il partenariato del Global Fund ha continuato ad assicurare servizi sanitari salvavita e introdotto velocemente nuove soluzioni per le persone affette dalle tre malattie.
Ma la riduzione dei finanziamenti ha avuto un impatto. In molti Paesi, i servizi di prevenzione dell’HIV sono stati ridimensionati o sospesi. Nei programmi per la tubercolosi, le attività comunitarie e la ricerca dei casi non diagnosticati sono state interrotte o notevolmente ridotte. Nella lotta contro la malaria, la carenza di medicinali essenziali e i ritardi nelle campagne di prevenzione ne hanno rallentato la riduzione dell’incidenza. Il rapporto evidenzia con chiarezza che, per mantenere i progressi finora conseguiti, sono necessari finanziamenti affidabili, un rapido accesso all’innovazione e sistemi sanitari forti e resilienti.
Tuttavia, molteplici sfide – inclusi i cambiamenti climatici e i conflitti nonché le disuguaglianze sempre più profonde e la crescente minaccia ai diritti umani – hanno messo sempre più a rischio l’obiettivo di porre fine alle epidemie di AIDS, TBC e malaria entro il 2030.
La riduzione dei finanziamenti internazionali per la salute impone una decisa accelerazione verso sistemi sanitari finanziati dai Paesi e non dipendenti dall’aiuto esterno. Tuttavia, tale transizione deve essere graduale. Il Global Fund agisce come facilitatore di questo percorso, incoraggiando, sostenendo e incentivando i Paesi ad assumere la leadership e facendo poi un passo indietro quando essi sono in grado di gestire e finanziare il sistema sanitario.
A che punto è la lotta?
HIV
I finanziamenti stanziati dal Global Fund ammontano al 28% di tutti i finanziamenti internazionali destinati ai programmi per combattere l’HIV. Tra il 2002 e il 2025, nei Paesi in cui il Global Fund investe i decessi legati all’AIDS sono diminuiti del 77% e le nuove infezioni da HIV sono calate del 64%. Nonostante una pressione significativa sui sistemi sanitari e la riduzione dei finanziamenti si è in gran parte riusciti a garantire la continuità del trattamento: l’87% delle persone sieropositive conosce il proprio stato, l’80% dei pazienti assume farmaci antriretrovirali, e il 74% delle persone in trattamento ha soppresso la carica virale. Tuttavia, i progressi nella prevenzione dell’HIV sono a rischio a causa della scarsità di fondi e della riduzione dei servizi per le fasce di popolazione più a rischio.
Per far fronte a queste difficoltà, il Global Fund è impegnato a rendere accessibile una vasta gamma di strumenti di prevenzione. Tra questi riveste particolare importanza il lenacapavir, un farmaco preventivo di lunga durata che richiede solo due iniezioni all’anno. Nel 2025, per la prima volta nella storia il lenacapavir è stato introdotto allo stesso tempo nei Paesi ad alto reddito e in quelli a basso reddito. Il Global Fund ha svolto un ruolo cruciale in questo processo, collaborando con i partner per accelerarne rapidamente l’introduzione.
La comunità globale ha compiuto enormi passi in avanti nel contrasto all’HIV/AIDS – ma l’obiettivo di sconfiggerlo entro il 2030 non è ancora raggiunto. Alla fine del 2025, 41 milioni di persone nel mondo vivevano con l’HIV. 1,2 milioni di queste si sono infettate nel solo 2025. L’introduzione di innovazioni come il lenacapavir apre nuove frontiere. Sconfiggere questa malattia è possibile – il fatto che questo diventi realtà dipende dall’impegno politico e dalla disponibilità di risorse sufficienti.

Kenneth Oweke, operatore sanitario specializzato, conduce una sessione di educazione sanitaria nell’ospedale Makongeni a Homa Bay (Kenya), presentando i servizi offerti dall’ospedale. Tra questi vi è anche il lenacapavir, un farmaco di lunga durata per la prevenzione dell’HIV. Il Global Fund/Brian Otieno
Tubercolosi
I finanziamenti stanziati dal Global Fund rappresentano la quota maggiore – 80% – di tutti i finanziamenti internazionali destinati ai programmi per combattere la TBC. Nei Paesi in cui il Global Fund investe, i decessi dovuti alla TBC (esclusi quelli di persone che vivono con l’HIV) sono diminuiti del 43% tra il 2002 e il 2024.
Nel 2025 abbiamo sostenuto i Paesi nel realizzare programmi efficienti ed efficaci, con un’attenzione particolare ai gruppi più vulnerabili. Abbiamo investito in regimi terapeutici più brevi e meglio tollerati, anche per la TBC farmaco-resistente, e in nuovi strumenti di diagnosi e modalità innovative di erogazione dei servizi, soprattutto per le comunità che vivono nelle zone più isolate. Nonostante le difficoltà dovute a scarsità di finanziamenti, conflitti e crisi economico-finanziarie e umanitarie, molti Paesi sono riusciti a mantenere i servizi essenziali di diagnosi e trattamento della TBC.
Le sfide rimangono tuttavia altissime. La tubercolosi è ancora la malattia infettiva più letale, causando oltre 1,2 milioni di decessi nel 2024. Nei Paesi sostenuti dal Global Fund si stima che, a fronte di 8,3 milioni di persone cui è stata diagnosticata la TBC nel 2024, ve ne siano più di 2 milioni per cui non è stata formulata alcuna diagnosi e che non assumono trattamenti.
Per aumentare le diagnosi, nel 2025 il Global Fund ha espanso l’introduzione di strumenti radiologici portatili che utilizzano software di diagnosi supportati dall’intelligenza artificiale. Nel 2026 abbiamo poi introdotto nuovi test rivoluzionari – Near Point of Care (NPOC) – che forniscono i risultati in meno di un’ora. Entrambi questi strumenti possono essere utilizzati nelle zone rurali e remote, rendendo possibile la diagnosi anche in assenza di strutture di laboratorio complesse, personale specializzato o rete elettrica affidabile.
Salvaguardare e consolidare i progressi contro la tubercolosi richiederà finanziamenti sostenibili, una forte ownership dei Paesi, la leadership e il coinvolgimento delle comunità e la rapida adozione su scala delle innovazioni validate e più efficaci.
Un radiologo analizza una lastra usando il software CAD4TB supportato dall’intelligenza artificiale nel campo per sfollati interni di Sénou, nella periferia di Bamako (Mali). Il software riduce il tempo necessario ad analizzare la lastra da due giorni a pochi secondi, assicurando l’immediato riferimento del paziente per ulteriori accertamenti e, se necessario, il trattamento. Il Global Fund/Vincent Becker
Malaria
I fondi stanziati dal Global Fund rappresentano il 57% di tutti i finanziamenti internazionali destinati ai programmi per combattere la malaria. Nei Paesi in cui il Global Fund investe, i decessi sono diminuiti del 27% tra il 2002 e il 2024. Allo stesso tempo, i casi di malaria sono aumentati del 16% per una combinazione di fattori quali resistenza ai farmaci e agli insetticidi, maggiore frequenza di eventi climatici estremi, conflitti, movimenti di popolazione e carenza di fondi.
La gravità della situazione rende più importante che mai adottare nuove soluzioni accanto a misure che si sono dimostrate efficaci. Tra queste vi sono nuove zanzariere trattate con due diversi principi attivi per combattere la resistenza e una nuova forma di repellente per zanzare da utilizzare negli ambienti interni. Questa soluzione prevede il rilascio di un principio attivo dentro le abitazioni per tenere lontane le zanzare. Insieme ai suoi partner, il Global Fund punta a proteggere, entro il 2028, almeno 60 milioni di persone nei Paesi prioritari dell’Africa subsahariana e in altre aree colpite dalla malaria.
È inoltre fondamentale preservare adeguate capacità di diagnosi, trattamento e profilassi. Nel 2025, nei Paesi sostenuti dal Global Fund sono stati effettuati test diagnostici su 367 milioni di casi sospetti e sono stati trattati 167 milioni di casi di malaria. Inoltre, 52,1 milioni di bambini hanno completato la chemioprofilassi stagionale e 19,9 milioni di donne in gravidanza hanno ricevuto almeno tre dosi di trattamento preventivo.
Negli ultimi anni, i progressi nella lotta alla malaria hanno subito un rallentamento. Qualsiasi arretramento dell’impegno politico o delle risorse finanziarie rischia di provocare gravi battute d’arresto. Tuttavia, se riusciremo ad accelerare l’introduzione delle innovazioni, a migliorare l’efficacia degli interventi e, soprattutto, a mantenere gli investimenti necessari sarà ancora possibile sconfiggere definitivamente questa malattia.

Un’operatrice sanitaria comunitaria installa un repellente per zanzare all’interno di un’abitazione in Kenya. Questo strumento rilascia un principio attivo testato che aiuta a tenere le zanzare lontane dagli ambienti chiusi. L’uso di tali repellenti, insieme ad altri strumenti come le zanzariere trattate con insetticidi, aiuta a ridurre le punture di zanzare e proteggere le persone dalla malaria. David Amollo/Unitaid
Rafforzamento dei sistemi sanitari e della sicurezza sanitaria globale
Sistemi sanitari resilienti e sostenibili agevolano la lotta per sconfiggere le malattie e costituiscono la base per prevenire, individuare e reagire alle minacce sanitarie attuali e future. Il Global Fund è il maggior erogatore multilaterale di sovvenzioni per il rafforzamento dei sistemi sanitari a livello mondiale. Nel periodo 2024-2026 investiamo la cifra record di 5,9 miliardi di dollari in quest’area, un aumento del 43% rispetto al ciclo precedente.
Con questi fondi sosteniamo i Paesi nel rafforzare i laboratori e le capacità diagnostiche, la sorveglianza epidemiologica, le infrastrutture digitali per la salute, le catene di approvvigionamento di farmaci e prodotti sanitari e i servizi di salute comunitaria. Allo stesso tempo investiamo nel rafforzamento del personale sanitario e nella gestione dei rifiuti sanitari. Nel 2025 abbiamo contribuito a formare quasi 117'000 operatori sanitari, modernizzare oltre 200 laboratori e 50 magazzini per lo stoccaggio dei farmaci, digitalizzare il sistema di dati in oltre 550 distretti e installare 140 inceneritori.
Questo tipo di investimenti consente non solo di migliorare le capacità di prevenzione e risposta alle tre malattie ma anche di gestire efficacemente altre epidemie, crisi umanitarie o altre emergenze sanitarie.
Continuiamo a rivolgere particolare attenzione ai Paesi colpiti da conflitti, emergenze e sfollamenti forzati, dove l’incidenza di HIV, TBC e malaria è particolarmente elevata. Nell’attuale ciclo di finanziamento, quasi il 40% degli investimenti del Global Fund è destinato a Paesi che affrontano crisi acute o prolungate.
Il Global Fund e l’Italia
Sin dal principio, l’Italia ha sempre sostenuto e difeso con forza il Global Fund, svolgendo un ruolo fondamentale nella sua costituzione al vertice del G8 del 2001 e ospitando la nostra prima Conferenza di rifinanziamento, nel 2005.
L’Italia è il decimo maggior donatore pubblico del Global Fund, con un contributo totale di oltre 1,35 miliardi di euro a oggi [ Scarica English | Italiano ]. L’Italia è rappresentata nel nostro Consiglio di amministrazione e contribuisce attivamente alla definizione delle nostre politiche e del nostro sistema di governance.
Il Global Fund collabora con e beneficia del vigore dell’ecosistema sanitario globale italiano. Le organizzazioni a sfondo religioso e della società civile italiana, insieme al mondo accademico, partecipano alla realizzazione dei programmi sostenuti dal Global Fund, anche attraverso progetti specifici finanziati tramite gli accantonamenti del governo italiano destinati al Global Fund. In tal modo contribuiscono a garantire l’accesso ai servizi per HIV, TBC e malaria per le persone che più ne hanno bisogno.
-
-
01 settembre 2026Mentor Mothers: un’ancora di salvezza per donne e bambini in Mozambico
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
25 novembre 2024In Namibia, i servizi globali per l’HIV cambiano le vite dei giovani
-
-
-
-
-
-
21 febbraio 2022La lotta di Carolyne: porre fine all’HIV e alla violenza di genere